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Scritto da Graziella Micalizzi

Si è concluso l’anno scolastico ed è tempo di bilanci… Sicuramente positivo quello relativo ai progetti e alle attività portati avanti nella nostra scuola.

Ci soffermeremo, in particolare, sull’ innegabile valenza formativa del laboratorio teatrale, frequentato con notevole interesse e impegno da un gruppo di dodici alunni di prima e seconda media, al fine di realizzare una "Mise en espace", dal titolo “Mare amaro”, su un tema di grande attualità, “Migranti di ieri e migranti di oggi”, filo conduttore della V settimana della legalità, svoltasi a Enna dall’8 all’11 maggio, progetto in rete con altre scuole di Enna.

Scritto da Graziella Micalizzi

Si è concluso l’anno scolastico ed è tempo di bilanci… Sicuramente positivo quello relativo ai progetti e alle attività portati avanti nella nostra scuola.

Ci soffermeremo, in particolare, sull’ innegabile valenza formativa del laboratorio teatrale, frequentato con notevole interesse e impegno da un gruppo di dodici alunni di prima e seconda media, al fine di realizzare una "Mise en espace", dal titolo “Mare amaro”, su un tema di grande attualità, “Migranti di ieri e migranti di oggi”, filo conduttore della V settimana della legalità, svoltasi a Enna dall’8 all’11 maggio, progetto in rete con altre scuole di Enna.

Tale progetto è stato sostenuto con determinazione ed entusiasmo dalla nostra Dirigente scolastica Prof.ssa Maria Silvia Messina che ancora una volta ha voluto la presenza, come esperto, dell’attore e regista professionista Franz Cantalupo, con il quale si è consolidato un rapporto di collaborazione iniziato qualche anno fa con la messa in scena di “Tutto normale. Bulli, vittime, spettatori.”, performance sul tema della legalità.

Come spiegato agli allievi da Franz Cantalupo, il termine “recitare”, coincide, nel francese “jouer”, come in altre lingue, con il verbo “giocare”, più che porre, come in italiano, l’accento sulla finzione.

“Gioco teatrale”, dunque, più che “recitazione”, modo per scoprire e conoscere nuovi aspetti della personalità e strumento di formazione del carattere, modo per condividere opinioni e sentimenti e, soprattutto per gli adolescenti, modo per rafforzare la loro autostima, mezzo di conoscenza dell’altro, luogo protetto di scambio relazionale, in una logica di comunicazione e relazione, occasione di crescita umana e personale.

La prima fase del laboratorio è stata dedicata ad un lavoro preespressivo che desse la possibilità di esprimersi liberamente con il proprio corpo, la propria voce e in cui mettere in gioco le proprie emozioni. Nella fase prettamente espressiva i ragazzi si sono cimentati con la recitazione ed hanno acquisito competenze comunicative verbali e fisiche attraverso esercizi che riguardavano elementi di dizione, fonetica ed espressività corporea. Infine si è passati alla mise en espace vera e propria.

Il testo teatrale è liberamente ispirato a due libri, “Il mare davanti”di Erminia Dell’Oro e “Nel mare ci sono i coccodrilli”di Fabio Geda, storie vere di profughi provenienti dall’Eritrea e dall’Afghanistan, a testimonianze di sopravvissuti ai naufragi. I versi tratti dal I libro dell’Eneide, sempre attuali nella loro drammaticità, simboleggiano il dramma dei profughi di tutti i tempi, a cominciare da Enea, anche lui, con i suoi compagni, profugo a causa di una guerra, costretto ad affrontare le incognite del mare, questo nostro mare “culla di civiltà”, ma anche di sofferenza e di morte.

Molto significativo è stato l’inserimento nel gruppo di Mohamed, l’alunno quindicenne del Ghana, ospite del Centro di prima accoglienza “Santa Lucia”per minori non accompagnati, testimonianza diretta di un esodo senza precedenti che coinvolge migliaia di bambini e adolescenti, “piccoli e fragili uomini in balia del mare”, di una tragedia umana cui assistiamo giorno dopo giorno impietriti e impotenti, della quale i ragazzi hanno acquisito una consapevolezza più profonda, attraverso un attento lavoro di riflessione e di immedesimazione.

E’ stata messa a fuoco la condizione di dolore e sgomento di un gruppo di adolescenti, che narrano le loro storie, storie come tante, dal momento dell’abbandono forzato del proprio paese e dei loro affetti più cari, per i motivi che tutti ormai conosciamo, conflitti, persecuzioni, povertà, fino al viaggio per mare tanto temuto, ma tanto desiderato per potere vivere liberi e sicuri in altri Paesi.

A determinare il successo del lavoro hanno contribuito la forte presenza scenica di Mohamed, che con grande e comprensibile sforzo ha rielaborato la sua dolorosa esperienza e la bravura di tutti ragazzi nell’ identificarsi, nel dare un volto ai loro coetanei più sfortunati, ai tanti, ai troppi bambini e ragazzi che non ce l’hanno fatta.

Inoltre, l’essenzialità scenica voluta dal regista Franz Cantalupo, con l’assenza di scenografie, di costumi e di oggetti di scena, fatta eccezione per le barchette di carta, unico elemento simbolico del dramma, ha messo in risalto la forza espressiva, dei movimenti, delle parole, degli sguardi.

Altro punto di forza è stato quello della presenza sulla scena di un gruppo di alunni del corso ad indirizzo musicale che hanno suonato dal vivo le musiche originali composte dal prof. Egidio Puleo, il quale ne ha curato l’esecuzione, insieme alla prof.ssa Anastasia Ferrara.

In un crescendo drammatico, i brani musicali, in perfetta sintonia con il testo teatrale, trasmettono e sottolineano, con sonorità suggestive, eco di ritmi di paesi lontani, gli stati d’animo di attesa, di speranza, di tristezza per l’abbandono della terra d’origine e degli affetti più cari, e poi il senso di paura, angoscia, sofferenza e dolore dei piccoli profughi.

Unanime il consenso del pubblico sia l’8 maggio al teatro Garibaldi di Enna, sia l’8 giugno, quando tutti gli alunni del plesso Savarese, i docenti e una rappresentanza di genitori, nell’auditorium della chiesa di sant’Anna, hanno assistito con pathos alla rappresentazione.

L’impatto emotivo è stato intenso, un momento di riflessione condiviso con applausi e con visibile commozione. Il messaggio forte, senza la pretesa di suggerire soluzioni al problema, è arrivato al cuore di tutti e questo era, insieme agli altri, un obiettivo da raggiungere.

A gratificarci per il lavoro realizzato e i risultati ottenuti si aggiunge il fatto che la performance è stata scelta per essere rappresentata sabato 24 giugno, in piazza Duomo, nell’ambito del progetto “Una Donna Venuta dal Mare”, un evento voluto dalla Confraternita degli Ignudi, che collega la storia di Maria di Nazareth, fanciulla e madre migrante e della statua della Madonna della Visitazione, naufragata e riconosciuta a Messina, con l’attuale fenomeno dei migranti.

 Questo è quanto i nostri alunni hanno avuto l’opportunità di sperimentare frequentando il laboratorio teatrale e calcando per la prima volta la scena. Un’ esperienza per loro quanto mai coinvolgente e totalizzante, sotto tutti i punti di vista.

E’ auspicabile che tale attività possa diventare permanente, una vera e propria disciplina.

Del resto, con la Buona Scuola”il Teatro entra definitivamente a far parte dell’offerta didattica delle scuole italiane di ogni ordine e grado ed ottiene piena cittadinanza nel bagaglio formativo dei nostri studenti”.  

“…I ragazzi, oggi più che mai, hanno bisogno di scoprire e condividere valori e di interagirecon i coetanei e con gli adulti, e hanno altresì bisogno di sentire gli altri, anche se diversi,come una risorsa. Un sentire, questo, possibile se essi accolgono e riconoscono le differenze e le specificità dell’altro, in termini di cultura, censo, religione...Si tratta di uno spazio educativo che deve essere opportunamente costruito e valorizzato…”(Indicazioni teoriche per la promozione delle attività teatrali fornite dal Miur Legge 13 luglio 2015, n. 107, la c.d. “Buona Scuola”)

Pensiamo di avere colto lo spirito di tali indicazioni, convinti di averle forse anche anticipate con i vari laboratori teatrali attuati nel corso degli anni, in quanto abbiamo sempre creduto nel valore pedagogico e didattico del teatro.